Miglionico - Matera
NO GUERRA
Mario Cresci trasforma un cantiere in opera d’arte pubblica a Miglionico
Nel cuore di Miglionico (MT), il cantiere per il restauro del Serbatoio comunale dell’acqua si è trasformato in spazio di arte pubblica grazie all’installazione No guerra di Mario Cresci. Un’opera site-specific, visibile sulla facciata principale del serbatoio, che unisce oltre 250 mq di segni, colori e forme per lanciare un messaggio potente e attuale. L’intervento di Cresci si ispira al Polittico di Cima da Conegliano, custodito nella chiesa di Santa Maria Maggiore di Miglionico. La figura del Cristo Redentore viene riletta in chiave contemporanea e simbolica: la posa benedicente si trasforma in un gesto universale di pace, immerso nella scritta “No guerra”. Una riflessione visiva tra sacro e profano, tra memoria collettiva e bisogno urgente di disarmo. Il serbatoio, costruito negli anni ’30, è un simbolo del rapporto tra territorio e acqua — bene vitale, risorsa fragile e oggi anche ponte di senso tra spiritualità laica e cittadinanza attiva. L’opera non si limita al messaggio artistico, ma rivela un nuovo modo di intendere i cantieri: non solo luoghi di passaggio e lavori, ma occasioni di riflessione e rigenerazione urbana.
Il progetto si inserisce all’interno di Cantiere-evento, ideato da Gianfranco Dioguardi, che promuove la cultura nei cantieri come strumenti di coesione sociale e sviluppo locale. A Miglionico, questa visione si realizza grazie alla collaborazione tra enti pubblici, artisti, imprese locali e università, dimostrando che arte, architettura e territorio possono dialogare in modo virtuoso. Oltre a Mario Cresci, hanno contribuito all’installazione i giovani artisti Piero de Parma, Giuseppe Losapio, Fabrizio Riccardi e Angelica Vitella, con il coordinamento di un team multidisciplinare e il sostegno di numerosi partner culturali e istituzionali. Il Serbatoio di Miglionico, oggi oggetto di restauro, è destinato a diventare un centro culturale e spazio espositivo, dando vita a un processo di rigenerazione che coinvolge tutta la comunità e guarda al futuro con una visione condivisa. Il messaggio è chiaro: anche un edificio tecnico può diventare un simbolo, un’opera d’arte, un luogo di pensiero.