Luce e Materia: il racconto dell'evento Opera Luce e Archimake dedicato alla progettazione della luce
Un pomeriggio di formazione e confronto a Bari per approfondire il rapporto tra luce, materiali e percezione dello spazio. Laura Rubino e Antonio Biscaglia hanno guidato professionisti e progettisti attraverso principi teorici, casi studio e applicazioni concrete della progettazione illuminotecnica contemporanea.
Il 24 giugno, presso la sede di Archimake a Bari, si è svolto l’incontro formativo “Luce e Materia – Come la luce trasforma materiali, superfici e spazio”, organizzato da Opera Luce in collaborazione con Archimake. Un appuntamento che ha riunito professionisti, progettisti e appassionati del settore per approfondire il rapporto tra luce naturale, luce artificiale e materia, esplorando il ruolo che l’illuminazione riveste nella percezione degli ambienti e nel benessere delle persone.
La luce come strumento di progetto
Ad aprire l’incontro è stata l’architetto Laura Rubino, che ha guidato i partecipanti in un percorso attraverso i principi fondamentali che regolano l’interazione tra luce e architettura. Partendo da un concetto tanto semplice quanto centrale — la luce costruisce la percezione dello spazio — la relatrice ha mostrato come materiali, superfici e geometrie reagiscano in modo diverso alle condizioni luminose, modificando continuamente la nostra esperienza degli ambienti. Attraverso esempi tratti dall’architettura contemporanea e da opere di maestri come Louis Kahn, Peter Zumthor e Tadao Ando, è emerso come la luce non rappresenti soltanto un elemento tecnico, ma una vera e propria materia progettuale capace di definire atmosfere, profondità e relazioni spaziali.
Luce naturale, benessere e comfort visivo
Uno dei temi più apprezzati della giornata ha riguardato il rapporto tra luce e benessere. Laura Rubino ha illustrato come la luce naturale influenzi il nostro ritmo biologico, contribuendo alla regolazione del ciclo circadiano e incidendo direttamente sulla qualità del sonno, sull’umore e sulle prestazioni cognitive. L’attenzione si è poi spostata sul concetto di comfort visivo, evidenziando l’importanza di progettare ambienti luminosi equilibrati, capaci di evitare abbagliamenti e contrasti eccessivi, garantendo al tempo stesso adeguati livelli di illuminazione per le attività quotidiane.
Quando la materia incontra la luce
Particolarmente interessante è stato l’approfondimento dedicato al comportamento dei diversi materiali sotto l’azione della luce. Superfici opache, lucide, trasparenti e traslucide reagiscono infatti in maniera differente, generando effetti percettivi che possono valorizzare texture, creare profondità, amplificare la luminosità o filtrare la luce per ottenere atmosfere più morbide e avvolgenti. Un aspetto che conferma quanto la scelta dei materiali e quella dell’illuminazione non possano essere considerate separatamente, ma debbano dialogare fin dalle prime fasi del progetto.
Human Centric Lighting e nuove tecnologie
Alla relazione introduttiva è seguito l’intervento di Antonio Biscaglia, che per Opera Luce ha approfondito gli aspetti più tecnici affrontati da nell’ora precedente. Attraverso esempi applicativi e casi studio reali, Biscaglia ha mostrato come i principi illustrati da Laura Rubino possano tradursi in soluzioni progettuali concrete, evidenziando il ruolo della progettazione illuminotecnica nella valorizzazione dei materiali, nella definizione delle atmosfere e nel miglioramento della qualità percettiva degli spazi. Particolare attenzione è stata dedicata ai parametri che guidano la scelta delle sorgenti luminose — temperatura di colore, resa cromatica, distribuzione della luce e controllo dell’intensità — e al loro impatto sull’esperienza degli utenti.
Dalla teoria alla pratica: l'intervento di Opera Luce
L’incontro ha inoltre offerto uno sguardo sulle più recenti evoluzioni del settore, con un focus sulle tecnologie dedicate al benessere della persona. Sistemi Tunable White, regolazione dinamica della temperatura colore e dimmerazione intelligente rappresentano oggi strumenti sempre più accessibili per realizzare ambienti capaci di adattarsi ai diversi momenti della giornata e alle attività svolte, in linea con i principi dell’Human Centric Lighting. Una visione che considera la luce non soltanto come mezzo per illuminare, ma come elemento attivo nel miglioramento della qualità della vita.
Un'occasione di confronto e crescita professionale
L’evento si è confermato un’importante occasione di aggiornamento e confronto tra professionisti, mettendo in dialogo cultura del progetto, architettura e illuminotecnica. La collaborazione tra Opera Luce e Archimake ha dato vita a un momento formativo di grande valore, capace di mostrare come la luce possa diventare un linguaggio progettuale in grado di trasformare materiali, spazi e percezioni. Per Opera Luce, continuare a promuovere occasioni di approfondimento come questa significa contribuire alla diffusione di una cultura della luce sempre più consapevole, dove tecnologia, benessere e qualità progettuale trovano un punto di incontro concreto.
Qui le slides dell’evento: