Luce e Materia: il racconto dell'evento Opera Luce e Archimake dedicato alla progettazione della luce
Un incontro dedicato alla luce come strumento per modellare lo spazio, valorizzare la materia e migliorare l'esperienza degli ambienti. Architettura, ricerca artistica, light design, formazione e innovazione si sono incontrati in una serata di confronto tra professionisti.
Il 15 ottobre 2026, presso la sede di Archimake a Bari, si è svolto “Scolpire lo spazio con la luce – La luce come strumento per modellare lo spazio”, un incontro formativo promosso da Opera Luce in collaborazione con Archimake, con il sostegno di BTicino e Officine Morelli, sponsor dell’evento.
L’appuntamento, accreditato con 3 crediti formativi professionali per architetti, ha offerto un’occasione di approfondimento sul ruolo della luce nella progettazione contemporanea, esplorando le relazioni tra architettura, materia, percezione e tecnologia.
La serata, moderata da Monica Ambrosecchia, responsabile Sales & Relations di Opera Luce, ha riunito differenti esperienze professionali attorno a una riflessione comune: la luce non è semplicemente ciò che rende visibile uno spazio, ma uno degli elementi che contribuiscono a definirne identità, atmosfera e significato.
Opera Luce: una visione che unisce progettazione, cultura e formazione
Nel corso dell’incontro, Emanuele Frascella, CEO di Frascella Srl, ha condiviso con i partecipanti la vision e la mission aziendale, raccontando la filosofia che guida Opera Luce e il suo approccio al mondo della progettazione illuminotecnica.
Un’occasione per sottolineare il valore della competenza, del confronto tra professionisti e della ricerca di soluzioni capaci di coniugare qualità tecnica, sensibilità architettonica e innovazione.
A sviluppare il tema delle relazioni professionali e della formazione è stata Monica Ambrosecchia, che ha illustrato le attività di Opera Luce, soffermandosi anche sull’esperienza della sua Academy e sul rapporto consolidato con il mondo universitario.
Da anni, infatti, Opera Luce collabora con il Politecnico di Milano, il Politecnico di Bari e l’Università degli Studi della Basilicata, promuovendo occasioni di approfondimento e confronto dedicate alla cultura della luce.
In particolare, presso l’Università degli Studi della Basilicata, da cinque anni Opera Luce tiene corsi di light design rivolti ai futuri architetti, contribuendo ad avvicinare la formazione accademica alle esperienze e alle competenze della progettazione illuminotecnica professionale.
Un impegno che riflette la volontà di investire nelle nuove generazioni di progettisti, promuovendo una maggiore consapevolezza del ruolo della luce fin dalle prime fasi del percorso formativo.
Scolpire la luce: il dialogo tra architettura, materia e arte
Tra i protagonisti dell’incontro, l’architetta Annalisa Macina, professionista con studio a Bari, formatasi tra lo IUAV di Venezia e l’ETSAM di Madrid e da oltre venticinque anni impegnata nell’architettura residenziale, nel recupero di edifici storici e nell’interior design.
Attraverso il suo intervento, intitolato “Scolpire la luce”, ha raccontato come la luce possa diventare un vero materiale progettuale, capace di modificare la percezione dei volumi, rivelare le caratteristiche delle superfici e generare emozioni.
Richiamando le esperienze di architetti come Juan Navarro Baldeweg e Alberto Campo Baeza, e le ricerche artistiche di James Turrell e Olafur Eliasson, ha mostrato come luce e ombra possano costruire nuove relazioni tra spazio e osservatore.
Particolarmente suggestivo il racconto della sua ricerca artistica dedicata al cotisso, il vetro di scarto delle fornaci di Murano, recuperato e trasformato in sculture luminose. Attraverso trasparenze, riflessi e ombre colorate, la materia supera i propri confini fisici, proiettando nello spazio nuove forme e suggestioni.
Un percorso nel quale architettura, design e arte diventano espressioni differenti di una stessa ricerca sulla luce.
Opera Luce: progettare la luce significa assumersi una responsabilità
A sviluppare il tema della progettazione illuminotecnica è stato Antonio Biscaglia, light designer di Opera Luce – Frascella Srl, con un intervento dedicato al rapporto tra qualità della visione, conservazione, benessere e innovazione tecnologica.
La relazione si è articolata attraverso cinque principi fondamentali: percepire, conservare, rispettare, adattare e progettare.
Partendo dal rapporto tra illuminamento, luminanza, contrasto e abbagliamento, Biscaglia ha evidenziato come una corretta progettazione non consista nell’aumentare indiscriminatamente la quantità di luce, ma nel creare le condizioni migliori per vedere, orientarsi e vivere gli ambienti.
Un’attenzione particolare è stata riservata all’illuminazione del patrimonio storico e artistico, dove valorizzare un’opera significa anche proteggerla. Intensità, direzione e durata dell’esposizione luminosa diventano scelte determinanti per conciliare fruizione e conservazione.
La riflessione ha coinvolto anche il rapporto tra luce e organismo umano, approfondendo l’influenza dell’illuminazione sui ritmi circadiani e l’importanza di rispettare l’alternanza naturale tra luce e buio.
La tecnologia al servizio dell'esperienza dello spazio
Un altro tema centrale dell’intervento di Opera Luce ha riguardato l’evoluzione dei sistemi di controllo dell’illuminazione.
La possibilità di regolare intensità e scenari luminosi consente oggi di adattare uno stesso ambiente ad attività e necessità differenti, trasformando la luce in una componente dinamica del progetto.
Dagli spazi domestici agli ambienti culturali e collettivi, l’integrazione tra progettazione illuminotecnica e tecnologie di gestione permette di migliorare comfort, funzionalità e qualità percettiva.
È emersa così una visione precisa: la tecnologia migliore è quella che non si nota, perché si integra nell’architettura senza imporsi, lasciando protagonisti lo spazio e le persone che lo vivono.
Dalla teoria alla pratica: scolpire la luce dal vivo
A conclusione del proprio intervento, Antonio Biscaglia ha coinvolto i partecipanti in un’esperienza pratica di progettazione illuminotecnica, portando al centro della scena una scultura dell’artista Margherita Grasselli, alla cui realizzazione Opera Luce aveva contribuito in occasione dell’evento “Venire alla Luce”.
L’opera è diventata protagonista di una serie di prove di illuminazione, effettuate attraverso corpi illuminanti appositamente installati per l’occasione.
Una vera e propria estemporanea di lighting design, durante la quale è stato possibile osservare come differenti scelte illuminotecniche potessero modificare la percezione della stessa forma tridimensionale, esaltandone dettagli, volumi e caratteristiche espressive.
L’esperienza ha permesso di tradurre in pratica i concetti affrontati durante la conferenza, dimostrando come il progetto illuminotecnico non si limiti alla scelta di una sorgente luminosa, ma richieda sensibilità, osservazione e capacità di interpretare la materia.
Un momento di sperimentazione che ha restituito il significato più autentico del titolo dell’incontro: scolpire lo spazio con la luce significa dare forma a ciò che vediamo, trasformando la percezione senza modificare la materia.
Officine Morelli: il valore del dettaglio nel progetto
La serata ha visto anche l’intervento di Edoardo Morelli, che ha presentato Officine Morelli, marchio italiano specializzato in placche per interruttori, prese e accessori di design.
Un contributo dedicato alla qualità dei materiali, alle finiture e all’attenzione artigianale per il dettaglio, elementi che partecipano alla definizione dell’identità estetica e funzionale degli spazi contemporanei.
L’incontro ha rappresentato un’importante occasione di confronto tra differenti discipline, mettendo in evidenza quanto architettura, design e illuminotecnica condividano una responsabilità comune: progettare ambienti capaci di rispondere alle esigenze delle persone, rispettando l’identità dei luoghi.
La collaborazione tra Opera Luce e Archimake, con il prezioso sostegno di BTicino e Officine Morelli, conferma il valore della formazione e del dialogo tra professionisti come strumenti fondamentali per promuovere una progettazione più attenta, competente e consapevole.
Per Opera Luce, continuare a investire nella diffusione della cultura della luce significa andare oltre la semplice scelta degli apparecchi illuminanti, contribuendo a costruire un approccio progettuale nel quale conoscenza tecnica, sensibilità architettonica e attenzione al benessere trovano una sintesi.
Un impegno che si esprime non soltanto attraverso la pratica professionale, ma anche nella condivisione delle competenze, nelle collaborazioni con le università e nella volontà di accompagnare i futuri progettisti verso una maggiore consapevolezza delle potenzialità della luce.
Perché progettare la luce non significa soltanto decidere come illuminare uno spazio, ma comprendere come quello spazio sarà percepito, vissuto e ricordato.